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sabato 26 maggio 2012

La musica classica

IL PALAZZO ARISTOCRATICO NELL'EPOCA CLASSICA
Durante la seconda metà del settecento i luoghi di incontro della nobiltà erano i palazzi aristocratici dove i nobili si ritrovavano per rafforzare e ampliare i propri legami sociali e politici.
Colte e raffinate padrone di casa avevano il compito di intrattenere gli ospiti,di offrire loro motivi di conversazione e di svago,gli uomini giocavano a biliardo o a carte,le donne ricamavano o ascoltavano la lettura dell'Enciclopedia che diffondeva le nuove idee dell'Illuminismo.
La musica veniva eseguita da piccole formazioni strumentali composte in genere da fiati o archi. Il quartetto d'archi  è la formazione che gode in questo periodo un successo senza pari.
Le famiglie di un rango più elevato dispongono addirittura di un 'orchestra stabile e di un sovrintendente dell'attività musicale ,il maestro di cappella a cui spettava il compito di dirigere qualsiasi tipo di musica richiesta.

 INTRATTENIMENTI MUSICALI
Quello settecentesco,era un pubblico che amava i riti mondani e le novità culturali,ma alle volte era frivolo e superficiale.
Alla musica era riservato generalmente un ruolo si sottofondo ed era concepita come uno svago da ascolarsi un pò distrattamente tra una chiacchiera e l'altra.
I brani più frequenti del ricco repertorio delle musiche d'occasione di breve durata  erano serenate ,cassazioni e danze scritte per l'intrattenimento di ricevimenti pomeridiani.
Tuttavia nell'intensa vita sociale della classe aristocratica non manncavano le occasioni in cui l'intrattenimento musicale assumeva un ruolo di primo piano e diventava l'attrazione principale della serata.
Nei palazzi più prestigiosi si  organizzavano importanti serate musicali e agli ospiti venivano offerti veri e propri concerti ,in cui si esibivano musicisti di fama o dilettanti particolarmente virtuosi.
Si ascoltavano le sinfonie di Hadyn,i concerti di Mozart e le sonate di Beethoven.

CARATTERISTICHE:
Le caratteristiche della musica classica sono regolarità, logica e chiarezza.
I PROTAGONISTI:
I protagonisti furono Hadyn , Mozart e Beethoven

mercoledì 14 marzo 2012

Musica Popolare

Con il termine musica popolare si intende la musica scritta con il linguaggio del popolo e pensata per il popolo, includendo comunemente, ma impropriamente, all'interno di questa dicitura anche la musica folclorica, ossia quella musica proveniente dal popolo le cui origini si perdono nella notte dei tempi, in particolar modo per quanto riguarda il canto di tradizione orale. Spesso la musica popolare trae ispirazione dalla musica folclorica assumendone stilemi e linguaggi. Si usa spesso anche il termine proveniente dall'inglese musica folk, o semplicemente folk.
Anche qui nelle marche la musica popolare e' molto conosciuta e questa e' una canzone di un gruppo molto conosciuto nelle nostre zone.
Il giradischi

Il giradischi o grammofono è stato il sistema di registrazione e, soprattutto, di riproduzione di suoni più utilizzato a partire dal 1870 fino agli anni ottanta del Novecento.Thomas Alva Edison annunciò l'invenzione del fonografo il 21 novembre 1877 e ne diede una dimostrazione pratica il 29 novembre. Il brevetto venne depositato il 19 febbraio 1878
I primi fonografi di Edison usavano come supporto di registrazione un cilindro e sfruttavano un movimento verticale dello stilo. La pressione sonora era tradotta in profondità di incisione del solco. Successivamente si dimostrò possibile registrare su un tracciato a spirale su un disco, ma Edison si concentrò sul cilindro perché questo offriva una velocità tangenziale  costante, che Edison riteneva "scientificamente corretta".
Il brevetto di Edison prevedeva che il suono venisse impresso (embossed). Fu solo nel 1889 che la registrazione per incisione (engraved) fu brevettata da Bell e Tainter. Successivamente fu utilizzata la modulazione laterale del solco da parte di Berliner.
Il fonografo

Circa trent'anni dopo l'invenzione del telegrafo, Edison era riuscito nel 1877 a realizzare un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse, su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che uno stesso messaggio potesse essere ripetuto più volte senza l'intervento dell'operatore. Il 17 luglio dello stesso anno egli si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana. Fu l'idea che fece accendere nell'inventore il desiderio di applicare un principio simile per poter registrare la voce umana.In precedenza già Édouard-Léon Scott de Martinville era riuscito a registrare la voce umana su fogli di carta anneriti fin dal 9 aprile 1860, anche se altre registrazioni dello stesso è probabile risalissero al 1853. Ma si trattava di uno strumento (formato da un corno e uno stilo) in grado solo di registrare ma non di riprodurre: forse ideato con il solo scopo di archiviazione. 


Il jukebox

Il jukebox, o juke-box, è un apparecchio da installazione pubblica che riproduce brani musicali  in modo automatico in seguito all'introduzione di una moneta al suo interno e alla scelta della canzone da parte dell'ascoltatore.Il jukebox è di solito composto da un armadio diviso orizzontalmente in due ripiani, dei quali il superiore ha solitamente una grossa lastra di plexiglas o vetro che mostra il meccanismo interno di selezione dei dischi e di giradischi, in quella inferiore trova posto il controllo delle monete, la cassaforte e il sistema elettrico/elettronico di selezione.Il jukebox è una macchina che insieme al flipper ha segnato la storia dell'intrattenimento pubblico nei bar, ed è anche presente in moltissimi film ed è uno dei simboli degli anni cinquanta negli USA.

martedì 31 gennaio 2012

Canzonissima
In tutti questi anni, in Italia la pop music combatte fra la tradizione popolare e le nuove spinte che giungono dal mondo anglosassone. La fine degli anni Cinquanta vede il successo fra i giovani dei cosiddetti "urlatori" fra cui Adriano Celentano. Nascono, negli anni Sessanta, i primi complessi, tra questi ricordiamo i Nomadi. Ma sono le canzoni scritte e interpretate da Lucio Battisti a indicare una via autonomamente italiana alla musica "giovane". Parallelamente alla produzione di Battisti sorge una nuova leva di cantautori, come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Venditti, Cocciante e Battiato, che ben rappresentano il tentativo di dar vita a canzoni capaci di interpretare i disagi e le ansie che travagliano la società italiana.
Struttura di una canzone
Il più delle volte una canzone si organizza in due parti distinte: la strofa che serve all’autore per raccontare la vicenda e il ritornello in cui l’autore svela tutte le sue carte:qui ci deve essere tutto quello che si deve ricordare della canzone.  

GRUPPO ROCK

Gruppo rock
La musica rock è un genere musicale, nato nel corso degli anni cinquanta e anni sessanta negli Stati Uniti e nel Regno Unito. . In questo genere musicale  le radici di musicali afro-americane si fondono con la tradizione del folk, il blues con il country, il bianco con il nero, generando un nuovo fenomeno culturale nel quale i giovani di tutto il mondo si riconosceranno. Si tratta di una musica nata per essere ballata e quindi è dotata di un ritmo ben marcato e regolare in 4/4. Un gruppo rock è generalmente formato da due chitarre,un basso e una batteria il cui sostegno percussivo è indispensabile. Nell’organico dei gruppi rock vengono usate sempre più frequentemente le tastiere,anche di quelli più legati al suono metallico delle chitarre.
Anni Sessanta
Negli anni Sessanta il centro propulsore della musica rock si sposta dall’America all’Inghilterra. Non si tratta più di singoli interpreti, ma di gruppi di ragazzi come i Beatles. Quando pubblicano “Love Me Do” si intuisce già che il rock ha intrapreso un’altra strada, che lo porterà a esplorare sonorità e forme musicali del tutto nuove.  Ma per i giovani americani gli anni Sessanta sono soprattutto gli anni del pacifismo la cui figura simbolo è, in campo musicale, Bob Dylan che ha operato la completa trasformazione del linguaggio folk nel linguaggio folk rock.
Il rock diventa adulto
Ora il rock cerca nuove strade e i progetti sono ambiziosi. I gruppi vecchi e nuovi cercano ispirazione in territori vicini (musica popolare, classica, jazz) e nasce il rock progressivo.  Il rock, che era stato spontaneità, energia, ritmo, adesso si trasforma in una musica complessa e meditata, d’ascolto piuttosto che da ballo. Negli anni Settanta si assiste al poi al boom dell’ hard rock, una nuova e più potente versione del rock che galvanizza il pubblico giovanile.
                                              Strumenti Rock

La chitarra elettrica è un tipo di chitarra in cui la vibrazione delle corde viene rilevata da uno o più pick-up. Il suono viene quindi prelevato all'uscita e convogliato in un amplificatore acustico affinché il suono dello strumento sia reso udibile. Appartiene alla famiglia degli strumenti cordofoni e non a quella degli elettrofoni come a volte viene classificata poiché il suono è generato dalla vibrazione delle corde e amplificato successivamente.


Il basso elettrico (o chitarra basso, più semplicemente noto come basso) è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni (ad amplificazione elettronica) dalla tessitura grave.

mercoledì 14 dicembre 2011

Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart, nome di battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791), è stato un compositore e pianista austriaco, a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico. Mozart è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica, dotato di raro e precoce talento. Egli morì a trentacinque anni di età, lasciando pagine indimenticabili di musica classica di ogni genere, tanto da essere definito dal Grove Dictionary come “il compositore più universale nella storia della musica occidentale”: la sua produzione comprende musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere. La musica di Mozart è considerata la "musica classica" per eccellenza; infatti Mozart è il principale esponente del "Classicismo" settecentesco, i cui canoni principali erano l'armonia, l'eleganza, la calma imperturbabile e l'olimpica serenità. E Mozart raggiunge nella sua musica divina vertici di perfezione adamantina, celestiale e ineguagliabile, tanto che il filosofo Nietzsche lo considererà il simbolo dello "Spirito Apollineo della Musica", in contrapposizione a Wagner, che Nietzsche definirà l'emblema dello "Spirito Dionisiaco della Musica"
Beethoven
Ludwig van Beethoven (Bonn, battezzato il 17 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827) compositore e pianista tedesco. Figura cruciale della musica colta occidentale, fu l'ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese ed è considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Nonostante i problemi di ipoacusia che lo afflissero prima ancora d'aver compiuto i trent'anni, egli continuò a comporre, condurre e suonare, anche quando poi divenne completamente sordo. Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale, straordinaria per la sua forza espressiva e capace di evocare una gran mutevolezza di emozioni. Beethoven influenzò fortemente il linguaggio musicale del XIX secolo e oltre, tanto da rappresentare un modello per molti compositori. Crebbe in tal modo, nel periodo Romantico, il mito del Beethoven artista eroico, capace di trasmettere attraverso la sua opera ogni sua emozione, esperienza personale o sentimento; ciò nonostante, la sua adesione alle regole dell'armonia nelle modulazioni e il rigetto dei cromatismi nelle melodie lo collocano nel solco della tradizione del Classicismo pur anticipando molti aspetti del futuro Romanticismo
Nel vasto catalogo delle composizioni beethoveniane, grande rilievo hanno la sua produzionecameristica, quella sinfonica e le opere pianistiche.

martedì 13 dicembre 2011

Musica Extraeuropea: Africana

In Africa, c’è uno stretto legame tra la musica e la vita della comunità: ogni momento è accompagnato da un evento musicale  Alla cui realizzazione contribuiscono, seppur in modi diversi, tutti i membri della comunità, infatti quasi tutte le creazioni sono anonime collettive che si tramandano in generazione e generazione. Il compito di conservare il patrimonio culturale africano è affidato al griot, una persona che gira di villaggio in villaggio raccontando storie e portando notizie.
Il ritmo è la vera anima della musica africana, infatti vengono usati molto spesso gli strumenti a percussione, il battito delle mani e gli strumenti idiofoni.  Le musiche africane preferiscono sonorità complesse e ricche di risonanze anziché suoni semplici e puri come quelli occidentali.
Musica Extraeuropea: Araba

La musica araba nel corso dei secoli non è mutata in modo radicale e viene tramandata oralmente dal maestro all' allievo. Essa viene elaborata a partire dai maqâm che sono dei modelli delle successioni prestabilite dei suoni. Il sistema musicale arabo è diverso dal nostro che si basa esclusivamente su intervalli di tono e semitono, mentre il loro comprende altri intervalli, più piccoli o più grandi dei nostri. Alla melodia viene accompagnata una formula ritmica che può essere libera o fissa.
Il raï è la musica araba mischiata a quella dei giorni nostri che scala le classifiche nazionali ed internazionali.

sabato 3 dicembre 2011


Musica Extraeuropea: Cinese
Nell’antica Cina la musica era considerata arte destinata a perfezionare l’educazione dei giovani. La musica non solo aveva funzione didattica ma veniva investita di significati metafisici; era infatti considerata parte di un complesso sistema cosmologico e dalla sua perfetta esecuzione si faceva derivare il delicato equilibrio fra il Cielo e la Terra, e quindi, per estensione, la stabilità dell’Impero.
La valenza magica attribuita ai suoni, le loro correlazioni cosmologiche e filosofiche possono spiegare certe peculiarità della musica cinese tradizionale; la sua lentezza e il suo mettere in evidenza la materialità di ciascun suono, come fonte di meditazione filosofica.

Musica Extraeuropea: Indiana
La musica indiana è sempre molto lunga, con andamento ripetitivo e quasi “ipnotico” perchè per gli indiani la musica è come il mondo: sempre diversa ma anche sempre uguale. In India essa ha a che fare con la religione, la filosofia, la concezione della vita e del mondo. Per imparare a cantare o a suonare uno strumento avviene uno scambio personale tra il maestro (guru) e l’allievo (sisya); l’ apprendimento avviene per imitazione. La bravura del musicista indiano non risiede nell’ abilità tecnica ma nella capacità di coinvolgere il pubblico. 
Nella parte iniziale del brano (alap), il solista costituisce l’ atmosfera espressiva che coinvolge l’ ascoltatore (in questa parte il ritmo è libero). Poco per volta il ritmo si fa più regolare per preparare l’ingresso del tabla (due piccoli tamburi) nella seconda parte dell’ esecuzione (gat). La parte finale del gat il ritmo si fa più concitato per poi concludersi. 
Gli strumenti indiani sono: il Bansuri, un flauto traverso di canna di bambù, il Tabla, una coppia di piccoli tamburi, e il Tampura, uno strumento a quattro corda simile ad una chitarra che si suona in una mano. 
La musica indiana si esegue improvvisando per arricchire la melodia.

martedì 4 ottobre 2011


Il Jazz

Il significato della parola jazz è sconosciuta, ma si pensa che “Jasi”, in un dialetto africano , significa vivere ad un ritmo accelerato. Esistono molte altre versioni sulle origini di questa parola, forse deriva da “chase” (caccia), o dall’inglese “jasm” (energia) o addirittura ancora da “Jazz-belles”,con il quale venivano chiamate le prostitute di New Orleans.



Il Jazz è un genere musicale di origine statunitense. E’ nato negli Stati Uniti all’inizio del XX secolo come espressione musicale della minoranza etnica afroamericana. Fin dagli inizi è una musica urbana legata cioè a culture diverse  In quell’epoca trovò maggiore sviluppo a New Orleans: prosperosa città popolata da una mescolanza di razze e culture Il processo che portò alla definizione del jazz come musica dalle caratteristiche proprie e innovative fu molto lungo e attraversò molte fasi della storia degli Stati Uniti e, in seguito, anche del resto del mondo, in particolare dell’Europa e del Sud America.



Tutto però ebbe inizio sicuramente da un avvenimento storico drammatico come quello della deportazione degli schiavi africani negli Stati Uniti, in particolare negli stati del Sud per lavorare come schiavi nelle piantagioni.





Furono loro  che iniziano a cantare “worksong” nelle campagne durante il duro lavoro, i “spiritual” e “gospel” nelle funzioni religiose, il “blues” Dopo l’abolizione  della schiavitù nel 1863 i numerosi neri si stabilirono nelle grandi città americane e molti di essi trovarono lavoro come musicisti. E contribuirono alla diffusione di questo nuovo genere. Queste forme di musica si riversarono tutte assieme nelle originarie e primitive forme del jazz che unite alla cultura dei bianchi immigrati che abitavano in quei luoghi danno origine al genere jazz come lo conosciamo.

Alla base del jazz ci sono tre caratteristiche fondamentali :


-Il ritmo: che nel jazz ha un suono tutto particolare fortemente sincopato

-improvvisazione: musicisti alle quali non manca l’esperienza improvvisano degli accenti delle sfumature tipiche del jazz

-la voce : nel jazz cantato l’uso della voce a toni bassi è l’elemento peculiare .

Il boom del jazz si ha negli anni ’30. La caratteristica principale dello stile è l’esecuzione di linee melodiche improvvisate con la presenza centrale di tre strumenti: tromba, trombone , clarinetto. Tappa fondamentale quanto consequenziale a New Orleans fu Chicago. Durante gli anni ’20, l’originario stile di New Orleans trovò la sua vera fioritura in Chicago e qui si affermò definitivamente Nella southside di Chicago, il quartiere nero, si sviluppò una fervente attività musicale e jazzistica. Qui vennero incisi i primi capolavori da parte delle bands. Chicago, fu dunque, un centro che segnò profondamente l’evoluzione del jazz e rimase  costantemente un importante punto di riferimento per i musicisti, tanto è vero che, negli anni ’60 diverrà uno dei più importanti luoghi in cui si solidificheranno le tendenze d’avanguardia musicalmente e politicamente più radicali della cultura nero-americana. Proprio in questa città gli elementi della cultura occidentale e bianca contaminarono il jazz nero. La sensibilità bianca infatti, derivata dai modelli bianchi europei introdusse soluzioni armoniche più raffinate e sempre crescendo, la valorizzazione dell’ elemento solistico che si tradurrà nella preponderanza dell’improvvisazione del singolo e nella dominazione del sassofono, nonché nella nascita delle grosse formazioni (Big Bands), annunciando lo stile Swing.

Louis Amstrong

giovedì 19 maggio 2011

Opera Lirica


OPERA LIRICA
L’opera lirica è una storia che ci viene narrata da personaggi che cantano con il sostegno musicale dell’orchestra,in mezzo a ricche scenografie e illuminati da complicati giochi di luce. Ma i veri e propri personaggi sono i cantanti che devono prestare la propria voce, facendoli diventare credibili anche nelle situazioni più assurde. I vari luoghi vocali sono scelti dal compositore che non cerca di distinguere la voce maschile da quella femminile ma è necessario saper individuare l’estensione vocale e il timbro adatti a quel certo personaggio. I ruoli vocali si distinguono in:
SOPRANO: per le sue caratteristiche di agilità e di effervescenza che possono ritrarre slanci timidezze e abbandoni tipici del personaggio
TENORE:oltre ad essere la voce più acuta delle voci maschili ben si presta ad appassionanti dichiarazioni d’amore così come a vibranti affermazioni di eroismo.
BASSO: è la voce più grave di tutte è l’ideale per portare sulla scena personaggi anziani,sacerdoti,eremiti,vecchi saggi o re,che proprio da quella profondità possono trarre autorevolezza e credibilità.
BARITONO: essendo una voce di mezzo, possiede caratteristiche ambigue e volte addirittura inquietanti
MEZZOSOPRANO: è la rivale al femminile
CONTRALTO: è la voce più scura tra quelle femminili viene spesso assegnata a personaggi femminili maturi e magari misteriosi.

PRELUDIO
La maggior parte delle opere liriche inizia con un preludio (ouverture) per mezzo del quale a sipario ancora chiuso il musicista introduce il clima generale della storia. Nel seicento e nel settecento al preludio era affidato solo il compito di richiamare l’attenzione degli spettatori e annunciare l’inizio della rappresentazione.

COME E’ FATTA L’OPERA
L’opera lirica è generalmente articolata in momenti diversi: recitativi,arie,duetti,terzetti,quartetti.... Ciascuno di questi momenti ha funzioni e caratteristiche diverse.  Nei recitativi i personaggi  ci fanno capire come la vicenda sta procedendo. Il compito del recitativo è infatti quello di spiegare lo sviluppo della storia ed è quindi importante che le parole siano comprensibili: il canto procede senza eccessivi ornamenti e il ritmo segue quello del linguaggio parlato. Nelle arie la musica acquista un ruolo di primo piano il canto si arricchisce e vocalizzi che rendono più difficili la comprensione delle parole. In questi punti la vicenda si interrompe per lasciare spazio alle riflessioni e alle emozioni dei personaggi. Ci sono poi momenti in cui i personaggi cantano insieme: sono i duetti, i terzetti,i quartetti....Nel finale d’atto è infine possibile trovare i concertati, brani piuttosto esteti e elaborati cui partecipano diversi personaggi e, a volte, anche il coro.

CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI
Le voci che cantano si distinguono innanzitutto in voci femminili e maschili. A queste poi vanno aggiunte quelle dei bambini dette voci bianche in base all’altezza, il timbro e il numero di suoni che riescono ad eseguire (estensione)



giovedì 31 marzo 2011

VIDEOCLIP


Videoclip o video musicale sono un elemento essenziale sia della diffusione che della produzione della musica pop e rock. E’ un prodotto multimediale perché al contrario di un film la musica precede le immagini. Quindi non è la musica a fare da colonna sonora ma è l’immagine a interpretarla. Le sequenze visive di un videoclip sono caratterizzate da sequenze velocissime effetti ottici e fotogrammi frammentati fino ad essere irriconoscibili. Presenta  situazioni che non sono in rapporto tra loro ma che la musica unisce facendo acquisire ad essi una nuova logica: è il ritmo della musica che regola il ritmo dell’immagine. I videoclip hanno un ritmo di montaggio piuttosto rapido: tagli frequenti, inquadrature diverse, continui movimento dei soggetti e spostamenti della telecamera.
Video storie: sono più frequenti senz’altro quelli narrativi cioè che raccontano una storia, non necessariamente quella esposta dal testo della canzone. Nella maggioranza dei casi, in questi videoclip è coinvolto il cantante o il gruppo, a volte come attore della vicenda narrata, altre volte come moderno cantastorie che commenta da “esterno” le immagini; più raramente il cantante non appare affatto lasciando spazio ad attori professionisti.

Video concerti: altro caso molto frequente è quello che ci mostra il cantante in concerto o in sala registrazione: la situazione illustrata apparentemente è realistica ma anche qui si tratta di abili ricostruzioni e montaggi, tesi a presentarci il protagonista sempre eccezionale e sicuro di sé.
Video elettronici: un tipo di videoclip interessante ma più raro, è quello che si basa interamente su effetti elettronici senza necessariamente seguire un filo narrative logico. In questi casi veniamo attratti oltre che dalla canzone proprio dalla spettacolarità e dalla fantasia degli effetti impiegati,dai colori, dalla velocità del montaggio.
 Video film: quando la canzone presentata fa parte della colonna sonora di un film, allora sono le immagini di quest’ultimo a costruire l’ossatura,magari con l’inserimento di brevi sequenze che ci mostrano il cantante.
Video cartoon: cartoni animati e videoclip è un connubio che si realizza abbastanza spesso. In questi casi è facile che il cartone sia di tipo sperimentale e applica tecniche grafiche e narrative originali. E’ possibile anche che il cantante venga inserito nel cartoon ovviamente nella sua veste disegnata.

sabato 19 marzo 2011


La pubblicità

La pubblicità è una presenza  continua che accompagna molti momenti della nostra giornata. lo scopo della pubblicità  è essenzialmente quello di farci ricordare il prodotto reclamizzato e di indirizzare la nostra scelta su di esso al momento dell’acquisto.  Per raggiungere questo obbiettivo la pubblicità utilizza un particolare linguaggio basato su collaudati meccanismi di persuasione che fanno leva sui nostri desideri, aspirazioni e convinzioni.  Anche la musica è impiegata con grande attenzione e intelligenza dovendo concorrere al pari dell’immagine e del parlato al convincente risultato finale.  Dei tanti meccanismi che un tecnico pubblicitario deve tener presente nell’ideare e realizzare uno spot i principali sono il TARGET e il ITEMS. Per target s’intende quella fascia di pubblico di potenziali compratori ai quali la pubblicità si rivolge principalmente. Gli items sono le idee fondamentali, i concetti chiave della pubblicità che rappresentano il vero significato della pubblicità.  Si tratta di concetti che le pubblicità vogliono cercano di legare indissolubilmente al prodotto reclamizzato.


Pubblicità commerciale: è quella volta a reclamizzare un prodotto di mercato (o comunque la ditta che lo produce). È la forma di pubblicità più diffusa.































Pubblicità sociale: è quella volta a promuovere finalità socialmente rilevanti


Advocacy advertising: è quella volta a promuovere un consenso relativamente a tematiche su cui esiste una divergenza di opinioni.

Pubblicità pubblica: è quella impiegata dallo Stato o dalla Pubblica Amministrazione volta a comunicare informazioni relative ai diritti e ai doveri dei cittadini.

Propaganda politica: è quella volta a reclamizzare un partito o un'idea politica

venerdì 18 marzo 2011

Cinema, che passione!


CINEMA, CHE PASSIONE!

Il cinema è un mondo parallelo, in cui immagini e parole sono importanti fondamentali.
 Sono molto importanti anche la musica e i rumori. Con colonna sonora si intendono tutti gli elementi sonori: parole, rumori e musiche. I rumori accompagnano il film, hanno la funzione di  evocare l'ambiente e la situazione nella quale si sta svolgendo la scena. Una musica in rende più veritiera la scena, una musica off ne accentua gli aspetti emotivi. Nel film la musica ha uno stretto rapporto con l’immagine, così stretto che immagini e sonoro vengono generalmente percepiti come un unico messaggio. Una musica appropriata non lascia allo spettatore alcun dubbio, chiarendo quello che sta succedendo. Quando una musica accentua le impressioni suggerite dallo schermo è detta convergente. Invece quando è chiaramente in contrasto con la scena la musica è usata in modo divergente. I modi con cui la musica collabora alla narrazione filmica sono molti:
  •    Sottolineare le emozioni suscitate dalla scena o seguire il ritmo degli avvenimenti
  • Esprimere i sentimenti dei personaggi per far vivere allo spettatore le stesse emozioni del protagonista
  • Contestualizzare l’immagine fornendo ulteriori indizi sul luogo e sul tempo in cui si svolge la scena
  • Definire il carattere di un personaggio
  • Anticipare gli avvenimenti successivi facendo prevedere allo spettatore quello che succederà di lì a poco
  • Prolungare l’azione precedente in modo da consentire allo spettatore di vivere un’emozione anche quando la scena che l’ha provocata è terminata.
  • Rievocare qualcosa che appartiene al passato o a un lungo lontano
  • Collegare diverse scene apparentemente separate l’una dall’altra.
  • Contrastare le immagini dicendo cioè con la musica qualcosa di diverso che si vede sullo schermo per sollecitare lo spettatore a cercare il senso nascosto della storia. E’ il caso dell’uso divergente della musica

    sabato 18 dicembre 2010

    Batteria


    LA BATTERIA



    Le origini dello strumento risalgono alla seconda metà del XIX secolo, negli Stati Uniti, sebbene i tamburi singoli abbiano radici ben più antiche.. Fin dal jazz del 1920 la batteria è stato uno strumento fondamentale della musica popolare, coniugato o sostituito in seguito dalla drum machine, soprattutto nella musica elettronica. L'attuale batteria nasce da problemi di spazio; infatti in principio, lungo le strade di New Orleans (Louisiana), c'erano enormi bande che suonavano per strada, in corteo, ed ogni elemento dell'attuale batteria era suonato da una singola persona, come nelle fanfare militari odierne. In seguito le esibizioni si spostarono dalle strade ai locali, ed era impossibile ospitare sul palco cinque/sei musicisti che si dedicassero alle percussioni; quindi si fuse la grancassa con il rullante militare. A questa batteria primordiale vennero in seguito aggiunti i piatti, allo scopo di creare un suono acuto che si contrapponesse al suono grave dei tamburi. In seguito ogni etnia presente in America diede il suo contributo, come i cinesi, che importarono i tom, tamburi di diametro piccolo (compreso tra 8 e 14 pollici, ossia tra 20 e 36 cm) ed i turchi, che perfezionarono la produzione dei piatti adoperando il loro modo di fondere e martellare il rame e l'ottone. In principio la grancassa era suonata con il piede, oggi è sempre suonata con l'apposito pedale per cassa.
     Composta da un tamburo rullante, una grancassa azionata da un pedale, una coppia di tamburi intonati diversamente, un paio di piatti di ottone sospesi e una coppia di piatti sovrapposti azionati
    da un  secondo pedale. E la componente essenziale di ogni orchestra jazz leggera e di ogni complesso rock, loa batteria ha il compito di fornire la base ritmica.



     Struttura
    Grancassa: in inglese bass drum o anche kick drumè il tamburo di dimensioni maggiori di un'orchestra sinfonica, di una banda musicale o di una batteria.
    In quest'ultimo caso viene generalmente chiamata soltanto cassa.È costruita in legno di forma cilindrica e cava. Alle sue estremità sono poste e tese grazie aitiranti, due membrane che possono essere di pelle animale o materiale sintetico. Il fusto è realizzato da 4 o più strati di legno 
    Il timpano: è uno strumento musicale a percussione. Appartiene alla classe dei membranofoni
    Esso consiste in una membrana, chiamata pelle, tesa su un grande fusto chiamato "caldaia" solitamente in rame, in altre leghe metalliche o in materiali plastici. Vengono suonati per mezzo di duebattenti, generalmente a punta morbida
    Rullante:   (in lingua inglese snare drum) è uno strumento musicale della famiglia dei membranofoni. È un tamburo costituito da un fusto (di solito in legno o in metallo, ma nel caso di alcuni particolari modelli, anche in plexiglas o altri materiali), da due pelli,pelle battente e pelle risonante (naturali o sintetiche), messe in tensione da due cerchi(in metallo o in legno), fissati al fusto mediante tiranti a vite e blocchetti in metallo. Al di sotto della pelle risonante si trova una cordiera, la cui azione è attivata o disattivata e regolata da un dispositivo, denominato macchinetta. Il rullante è spesso utilizzato come tamburo principale della batteria (drum set o drum kit) un supporto da terra, detto reggi rullante. Il rullante viene utilizzato anche in contesti sinfonici orchestrali e bandistici, dove prende il nome di tamburo d'orchestra o, in lingua francese, "casse claire".
    Tom-Tom: (detto anche muto in italia) è un tamburo di forma cilindrica munito di una o due membrane risonanti, le pelli. Il fusto è solitamente in legno, ma ne esistono versioni anche in acrilico.
    Hit-hat: (o charleston) è composto da una coppia di piatti montati orizzontalmente su un supporto metallico dotato di pedale, che ne consente l'impiego ad un batteristaseduto.
    Grazie ad un meccanismo a pedale che permette all'esecutore di sollevare il piatto superiore (top) dal piatto inferiore (bottom) separandoli, le sfumature sonore che si possono ottenere sono molteplici.
    Nei contesti di musica moderna i piatti Hi-Hat sono suonati con le bacchette o con le spazzole tenendo i due piatti chiusi, semi-chiusi o aperti. Il suono denso dei piatti Hi-Hat suonati aperti è molto utilizzato nella musica Heavy metal, dove le chitarre elettriche distorte non lasciano spazio ad esecuzioni fragili.
    Una sonorità importante è anche quella cosiddetta foot splashes che si ottiene facendo colpire i due piatti fra loro con il pedale e sollevando subito il piede, lasciando i piatti liberi di vibrare. Per allineare correttamente i piatti e favorire questa tecnica, il piatto bottom può essere inclinato per mezzo di una vite di regolazione posta accanto al tubo verticale del supporto. Quando il piede chiude i due piatti aperti, arrestandone la vibrazione, si ottiene un suono secco chiamato chick.
    Piatto Ride:è un piatto fondamentale di una batteria.
    Questo piatto è spesso posto alla destra di un batterista destrorso, inclinato in modo da favorire i colpi con la punta della bacchetta sulla sua superficie piatta. Il suo ruolo è quello di sostenere la scansione ritmica oltre che a evidenziare gli accenti. Ha il diametro maggiore fra i piatti, da 18 a 28 pollici, ma il suo diametro più comune è di 20 pollici.
    Questo tipo di piatto viene suonato in zone diverse, anche in relazione al genere di musica suonata. Nei generi latin, fusion, rock, pop ed heavy metal si usa molto lacampana del piatto ride, la parte centrale in rilievo, suonandola con il collo dellabacchetta. Questo suono è molto penetrante, capace di farsi spazio in ogni contesto musicale.
    Una variante di questo piatto molto utilizzata nel jazz è il flat ride: è senza la campana, il suo suono è “secco” e la pronuncia della bacchetta è marcata. Il flat ride è alla base del sound di batteristi come Roy Haynes.